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Palermo - dal 14/11/2020 al 15/10/2020

c/o Polisportiva Palermo via Belgio n.2

“Valutazione e terapia logopedica delle funzioni orali secondo un approccio integrato con le funzioni esecutive”

La terapia miofunzionale (TMF) è intesa come un processo di cura il cui obiettivo principale è riequilibrare le disfunzioni del complesso oro-facciale. Tra queste funzioni, una su tutte è la deglutizione, intesa come “atto motorio complesso” e quindi una “prassia”. Per definizione, la prassia è la capacità di organizzare correttamente dei movimenti volontari, “una funzione cognitiva adattiva che si sviluppa attraverso l’interazione e integrazione di più sistemi: cognitivo e metacognitivo, socio-ambientale, emotivo, percettivo, motorio” (Sabbadini G., 1995 Sabbadini L., 2005) tenendo conto dell’importanza, in particolare, dell’attivazione dei processi di controllo.

La disprassia va intesa come “disturbo dell’esecuzione di un gesto o azione intenzionale”, ovvero come difficoltà a “rappresentarsi, programmare, coordinare ed eseguire atti motori in serie, deputati e finalizzati a un preciso scopo e obiettivo”.

Ne deriva che, nella deglutizione deviata è proprio lo “schema deglutitorio” a risultare alterato, tanto da essere considerato disfunzionale. Si tratta di una dinamica prassica che coinvolge i principali patterns orali (lingua, labbra, mandibola, velo) e che genera la mancata acquisizione del modello deglutitorio adulto. Vedremo quindi di analizzare e individuare la presenza di tali esiti disprattici nella motricità oro-facciale per poter pianificare un trattamento specifico di riabilitazione miofunzionale. Tenendo conto dell’importanza dell’integrazione dei processi di controllo, il modello MIR© (Metodo Integrato Ricci) si struttura come un nuovo approccio metodologico basato su un training delle “funzioni esecutive di controllo” e contemporaneamente dei “gesti motori” per l’automatizzazione precoce della corretta funzione neuromuscolare. La discussione dei casi clinici, dimostra concretamente l’efficacia di tale approccio soprattutto nei casi di pazienti con un controllo esecutivo basso e/o deficit delle funzioni esecutive.

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